Il territorio
Il territorio comunale è posto lontano dai grandi fiumi e quindi non presenta particolari dislivelli o terrazzamenti. Si tratta di una superficie piatta compresa tra gli 84 e i 95 metri sul livello del mare.
La sua caratteristica principale è il fitto reticolo idrografico sviluppato dall'uomo nel corso dei secoli. Tutti i corsi d'acqua che attraversano il territorio di Torlino Vimercati hanno origine per lo più da fontanili, alcuni posti a monte dello stesso, altri sgorgano proprio nel comune. Questo reticolo, interessante anche per ragioni storiche, è stato lo spunto per la creazione del Parco dei Fontanili.
I fontanili
Nel territorio comunale di Torlino Vimercati sono presenti circa ventisei fontanili, che ricadono nel già citato PLIS dei dei Fontanili.
I fontanili rappresentano una testimonianza storica della cultura materiale dei luoghi, in quanto sistema di elevato valore ecologico e naturalistico e fondamentali elementi di rilevanza paesisticoambientale.
Tra gli aspetti più caratteristici del paesaggio cremasco, i fontanili costituiscono un fenomeno particolarmente interessante dal punto di vista naturalistico, ambientale ed ecologico. La maggior parte dei fontanili, sorgive naturali incanalate artificialmente, sono localizzati nell'Alto Cremasco e costituiscono una straordinaria risorsa ambientale, oltre che idrica.
Alcuni tra i fontanili individuati nel territorio comunale di Torlino Vimercati sono stati censiti dalla Provincia di Cremona, elencati e descritti in una pubblicazione del 2005 "I Fontanili della provincia di Cremona".

I fontanili elencati dalla suddetta pubblicazione sono i seguenti:
- Fontanile Brede;
- Fontanile del Cascinetto;
- Fontanile Stafi;
- Fontanile la Morta;
- Fontanile dell’Acquarossa nord;
- Fontanile di Torlino;
- Fontanile dell’Acquarossa di mezzo;
- Fontanone di Torlino;
- Fontanile di Torlino sud;
- Fontanile dell’Acquarossa sud;
- Fontanile delle Brede ovest;
- Fontanile delle Brede est;
- Fontanile del Depuratore;
- Fontanile del Cimitero di Torlino;
- Fontanile dei Bornaci;
- Fontanile Capri;
- Fontanile Simonetta;
- Fontanelle di Torlino.
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Le Rogge Cremasca/Badessa/Comuna
La Roggia Cremasca (a volte nota anche come Roggia Misana) ha origini molto antiche e inizia il suo percorso presso un vasto sistema di resorgive denominato Fontanili dei Mosi (chiamato anche come Fonti Gaverine) che sgorga nel comune di Misano di Gera d'Adda (Bergamo).
Di questa roggia si parla già nel 1374, chiamata nell'occasione Rozia Magna che nasce omnibus aquis acqueductibus et fontanibus decurentibus per territorium Misani.
Scende in direzione sud-ovest attraversando il territorio di Capralba e quindi quello di Torlino. Qui raccoglie le acque della Roggia Badessa, un corso d'acqua scavato nel XV secolo e derivato dall'Adda (coi nomi iniziali di Canale Retorto presso Cassano d'Adda e poi Roggia Cremasca, omonima della prima).
Dopo l'unione delle due rogge il corso d'acqua riunito prende il nome di Roggia Comuna: tale nome deriva dal fatto che nel 1430 Filippo Maria Visconti, padrone dell'Adda e Signore di Milano, affittò alla Comunità di Crema le acque provenienti dal fiume; la Comunità gestì la roggia per alcuni secoli.
Si tratta di uno dei corsi d’acqua maggiormente significativi da un punto di vista ambientale e idraulico, uno dei maggiori canali irrigui predisposti a servire la campagna cremasca.
Lungo il suo percorso in territorio cremasco, dal canale principale si deriva una quantità di bocchelli che danno a loro volta origine a rogge secondarie, condotte ad irrigare ogni angolo della campagna situata ad ovest del Serio. A Ombriano di Crema, in località detta i Morti delle tre bocche, la roggia Comuna si divide in tre rami, due dei quali diretti verso Chieve e Capergnanica, vanno ad irrigare quei fondi; mentre il principale serve le terre di Bolzone, Credera, Moscazzano e Montodine, poco a valle del quale termina nel fiume Serio.
Anche in questo caso sono le rogge secondarie, dedotte tramite specifici bocchelli dal dispensatore principale, a servire questa vasta regione a sud-ovest di Crema. Proprio le acque spagliate nella campagna, una volta utilizzate in agricoltura e raccolte in diversi coli, si dirigono verso la scarpata morfologica della valle dell’Adda, dando origine alle caratteristiche forme erosive, localmente denominate le füghe, che materializzano il territorio come ecomuseo, in quanto elementi di particolare spicco paesaggistico, geomorfologico, naturalistico, nonché storico di questo lungo tratto di campagna cremasca.
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Roggia Acqua Rossa
Nasce proprio nel territorio comunale ed è una tra le più importanti rogge cremasche ad uso irriguo. Dopo un percorso rettificato e parallello alla Roggia Cremasca, scende verso sud con un percorso meandreggiante attraversando l'abitato di Torlino e proseguendo verso il cremasco meridionale.
Il suo nome deriverebbe da un alga che un tempo ne colorava le acque e le origini temporali, seppur incerte, dovrebbe essere assai antiche.
L'interpretazione giuridica di questa roggia è stata più volte contestata nel corso del XX secolo, con contenziosi finiti in tribunale al fine di definire se la Roggia entrava nel novero delle acque pubbliche oppure se fosse un corso di natura giuridica privata. Il contenzioso finiva nel 1958, quando un Decreto Presidenziale ne stabiliva la cancellazione definitiva dall'elenco delle acque pubbliche.
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Bibliografia
- Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Documento di Piano di Torlino Vimercati, edizione di aprile 2010;
- AA.VV., Misano di Gera d'Adda, Breve Storia di Misano, dal sito istituzionale.